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Nel 2010, gli investimenti stranieri diretti in Romania sono ammontati a 2,6 miliardi di euro, in calo del 25,5% rispetto al precedente anno. Secondo un rapporto del gruppo austriaco Erste, in Romania questa situazione migliorerà con il rilancio dell’economia globale e andranno soprattutto in settori come i beni industriali, l’agricoltura e l’industria alimentare, il settore IT&C e dell’energia rinnovabile.

La produttività nell’industria della lavorazione è aumentata di oltre il 12% sia nel 2009, che nel 2010", hanno precisato ancora gli analisti Erste. Ciò che rende la Romania un paese interessante per gli investitori stranieri è il fatto che è uno dei maggiori mercati dell’Europa Centrale ed Orientale e la sua collocazione all’incrocio fra tre rotte di trasporto europeo – i corridoi 4, 7 e 9. Inoltre, la manodopera è in generale ben preparata ed ha ottime conoscenze di tecnologia, IT e ingegneria. Altri vantaggi di cui gode il nostro paese sono le risorse naturali che includono: terreni agricoli, greggio e gas naturale, ma anche le importanti potenzialità turistiche.

Di recente, in occasione di una riunione con possibili investitori della zona del Golfo, il Governatore della Banca Centrale della Romania, Mugur Isarescu, ha affermato che il nostro Paese offre varie opportunità di investimento profittevoli, solide e a lungo termine. Il Governatore ha inoltre affermato che l’economia romena si è stabilizzata e ci sono poche probabilità che gli squilibri ritornino, a patto che sia continuata l’applicazione di politiche corrette

„Penso che l’infrastruttura, in generale, e non solo stradale, ma anche navale – come, ad esempio, il porto di Costanza e Galati, offranno importanti opportunità di investimento. Sono porte di ingresso nell’Europa molto efficace. Il Danubio è una via navigabile che ci porta fino al centro dell’Europa. Un secondo settore è certamente l’agricoltura e faccio riferimento non solo a tutte queste previsioni relative al peggioramento della situazione alimentare a livello mondiale, ma anche alle potenzialità ancora non utilizzate della Romania: terreni, tradizione, manodopera e anche ai fondi europei. Secondo me, andrebbe migliorata la legislazione nell’agricoltura, perché i partner interni, esterni, ma anche le banche saranno reticenti a finanziare le proprietà piccole o molto piccole, che non hanno la chance di diventare proprietà efficienti. E non in ultimo, un settore importante e quello energetico, in cui la Romania vanta una lunga tradizione che può sfruttare benissimo”, ha detto il Governatore.

Dal canto suo, la consigliera del primo ministro Andreea Paul Vass ha presentato alcuni strumenti che permettono allo stato romeno di sostenere il clima degli investimenti. Si tratta, prima di tutto, di sussidi statali superiori ai cinque milioni di euro e che creano almeno 50 posti di lavoro.
„Si tratta di uno schema di sussidio statale resa molto più flessibile in questo periodo di crisi economica, perché era molto difficile trovare investimenti che creassero almeno 300 posti di lavoro, come succedeva prima, e presupponevano un piano di investimenti di almeno 100 milioni di euro. Questo schema di sussidio statale permette il rimborso del 50% del valore del piano di investimenti, ma che non superi i 28 milioni di euro”, ha detto Andreea Paul Vass.

Tramite questo schema, sono stati stanziati finora 215 milioni di euro, a 10 progetti il cui valore supera 700 milioni di euro e che hanno creato più di 5 mila posti di lavoro.

La Romania è entrata in una nuova fase di crescita economica, ma, per non ripetere le esperienze traumatizzanti attraversate, dovrebbe ''affrettarsi lentamente''. Lo ha valutato il governatore della Banca Nazionale Romena, Mugur Isarescu, a un forum di cooperazione tra gli stati del Golfo e la Romania, svoltosi a Bucarest.


Secondo Isarescu, l’economia ha fatto le correzioni neccessarie per quanto riguarda i deficit ed è pronta per un nuovo ciclo di crescita sostenibile. Le previsioni della Banca Centrale per quest’anno indicano una crescita economica dell’1,5%, valore che potrebbe anche aumentare se si faranno degli investimenti significativi nei campi dell’agricoltura e delle infrastrutture.

 Questi sono, infatti, i settori in cui il governatore della Banca Centrale considera che investitori del Golfo si potrebbero impegnare. ''Penso che l’infrastruttura, in generale, e non solo quella stradale, ma anche quella navale, come i porti di Costanza e Galati, che offrono importanti opportunità di investimenti. Sono porte d’ingresso dell’Europa estremamente efficiente. Il Danubio è una via di navigazione che ci porta al centro dell’Europa. Un secondo campo è, certamente, l’agricoltura. E quando dico agricoltura non mi riferisco soltanto a tutte le previsioni sul deterioramento della situazione alimentare mondiale, ma anche al potenziale ancora non sfruttato in Romania: campi, tradizioni, manodopera, ma anche fondi europei'', ha detto il governatore.

Vale a dire, le numerose opportunità di investimento in un Paese con un’economia stabilizzata. Di che altro c’è bisogno?
Risponde sempre il governatore Mugur Isarescu‘’Non penso che di soldi neccessariamente, ma di imprenditori, di progetti fattibili e di persone capaci di portare a termine questi progetti. Siamo un paese con molti progetti non compiuti. Circa 40.000 progetti di investimenti pubblici non sono ultimati. A mio avviso di economista, tale fatto ci dice quasi tutto.
Spiega sia la crescita economica sia l’alta inflazione, spiega anche perchè abbiamo il 5% del pil assegnato agli investimenti e nello stesso tempo i risultati non si vedono’’, aggiunge il governatore.
Mugur Isarescu ha comunicato agli imprenditori arabi che la Banca Centrale di Bucarest farà i propri compiti e terrà l’inflazione sotto controllo, sperando di ridurne il livello sotto il 4% fino alla fine dell’anno. Le principali incognite a questo proposito sono l’evoluzione dei prezzi internazionali dei generi alimentari e del petrolio.

Il ministro ha annunciato l’intento di promuovere una nuova politica volta a stimolare gli investimenti nell’infrastruttura, e un miglioramento sostanzioso dell'assorbimento dei fondi europei in progetti di trasporto.

Proseguire l’ammodernamento dell’infrastruttura stradale in Romania è una priorità, ha detto il ministro, secondo cui, entro la fine del prossimo anno saranno avviati progetti di oltre 5,5 miliardi di euro - compresi i fondi già stanziati per gli appalti organizzati nel 2010. Anca Boagiu ha precisato che attualmente sono in corso i lavori per 243 km di autostrada su vari tratti, per un valore totale di 2,5 miliardi di euro.

Altri progetti interessano la costruzione di 11 tangenziali per una lunghezza totale di 138 km e un valore di 540 milioni di euro. Inoltre, il ministero mira ad ammodernare 950 km di strade nazionali, un investimento di 848 milioni di euro, tramite un mutuo della Banca europea per gli investimenti.

Per quanto riguarda l’infrastruttura ferroviaria, sarà concessa una maggiore attenzione all’ammodernamento del Corridoio IV paneuropeo. Saranno organizzate gare d’appalto per tre tratti nell’ovest del Paese, dalla lunghezza totale di 166 km e un valore di 1,8 miliardi di euro.

Per il trasporto navale, il Ministero ha progetti importanti, per u n valore complessivo di 200 milioni di euro, che includono pure un ponte stradale sul canale Danubio-Mar Nero e i lavori per l’infrastruttura di accesso nel porto di Costanza. L'ultimazione dei lavori è prevista per il 2012 - 2013. Il 20 dicembre sarà avviato anche un programma volto a riabilitare i ponti danubiani.

Nei primi sette mesi del 2010, il bilancio generale della Romania ha registrato un deficit del 3,9% del pil. Lo rilevano i dati del Ministero delle Finanze di Bucarest, secondo cui si tratta della metŕ del target di deficit concordato col Fondo monetario internazionale (Fmi) per il corrente anno. I dati del Minsitero indicano una crescita degli incassi dell'1,2% tra gennaio e luglio, soprattutto da Iva e accise, e un aumento delle spese generali del 3,2%. Le spese di personale sono calate del 4,7% e quelle per beni e servizi del 2,2% rispetto al corrispondente periodo del 2009. Il piů forte calo pari al 24,8% si č verificato al bilancio, mentre le spese ai budget locali sono cresciute del 7,8%.
D'altra parte, l'Istituto nazionale di statistica ha annunciato di recente un leggero aumento del pil, pari allo 0,3% nel seconto trimestre dell'anno, rispetto al primo. Resta perň in calo rispetto al corrispondente periodo del 2009, cosicchč complessivamente nei primi sei mesi l'economia ha registrato un calo pari all'1,5%.

Commentando i dati statistici, secondo cui la Romania sta per uscire dalla recessione, il premier Emil Boc ha spiegato che, nonostante sia una timida, si tratta della prima crescita dopo diversi trimestri di recessione. Il premier considera che la situazione sarebbe stata migliore se il Paese non fosse stato colpito da alluvioni nei mesi scorsi e se la Corte Costituzionale non avesse invalidato la decisione del Governo di ridurre le pensioni del 15% fino alla fine dell'anno. In cambio, per aumentare gli incassi al bilancio, il Governo ha deciso la crescita dell'Iva dal 19 al 24% dall'1 luglio scorso

L’Agenzia di Valutazione Finanziaria Standard & Poor’s ha rivisto la prospettiva dei rating a lungo termine della Romania da negativo a stabile. Questo miglioramento dei rating rispecchia l’opinione dell’agenzia sul programma di riforme del bilancio e la probabilitŕ che il governo continui a rispettare l’accordo con il Fondo Monetario Internazionale e l’UE.
Gli analisti di Standard & Poor’s hanno migliorato i rating della Romania in seguito alle stime che l’economia registrerŕ una lieve ripresa quest’anno, soprattutto grazie alla crescita prevista della domanda sui mercati esteri. I rating della Romania per i prestiti in valuta e in moneta locale a lungo e breve termine sono rimasti gli stessi. Standard & Poor’s definisce positivo l’intento del governo di ridurre il deficit di bilancio dal 7,8% del Pil, del 2009, al 6,4%, nel 2010.
Un altro fattore importante nell’analisi degli esperti dell’agenzia finanziaria č il rilascio delle restanti tranche del prestito dal FMI, in seguito alle valutazioni sull’osservanza dell’accordo con la Romania. Anche le misure attese di tagli ai fondi per i dipendenti pubblici e la probabile riforma del sistema pensionistico nel 2010 sono contate, nel miglioramento dei rating paese della Romania.

Gli investimenti diretti esteri attratti dalla Romania nei primi 8 mesi 2009 continuano ad avere un forte impatto macroeconomico esteri investimenti diretti attratti dalla Romania nel periodo gennaio-agosto 2009 hanno registrato un valore di Euro 3.154 milioni, coprendo interamente il deficit di conto corrente per l'ottavo mese di fila.

Struttura di IED per il periodo di cui č stato:
Crediti intra-gruppo : 1.690 milioni Euro
Profitto reinvestito: 1.464 milioni Euro.

Il Ministero delle Finanze romeno ha annunciato che la Romania ha rispettato il target di deficit di bilancio convenuto con il FMI, dopo che, a settembre, Bucarest ha registrato un deficit di 5,1 punti percentuali del Pil, pari a 6 miliardi di euro. Stando alla nuova lettera d’intenti pubblicata dal FMI all’inizio di ottobre, il nuovo target di deficit di bilancio per la fine di settembre convenuto dalle autoritŕ romene con il Fondo era di 6,4 miliardi di euro, pari al 5,4% del Pil al massimo. Per la fine dell’anno, le autoritŕ romene e gli esperti del Fondo hanno convenuto, dopo la missione di valutazione dell’ente finanziario internazionale di agosto, su un nuovo target, del 7,3% del Pil, nel contesto di una contrazione economica dell’8,5% nel 2009 e un valore del Pil di 120 miliardi di euro. Lo scorso anno, il valore del Pil della Romania č stato di oltre 137 miliardi di euro.

D’altra parte, i dati della Banca Centrale rilevano che il peso degli arretrati nel volume dei crediti alla popolazione č tre volte maggiore nel 2009 rispetto agli anni scorsi, sfiorando il 3,25% (pari a 1,55 miliardi di euro), dopo che gli arretrati per i crediti in valuta sono aumentati di 4,5 volte, e quelli per i crediti in moneta nazionale di 2,5 volte tra ottobre 2008 e settembre 2009. Stando ai dati ufficiali, gli arretrati della popolazione e delle imprese delle province della Transilvania, regione nel centro della Romania, sono i piů alti nel Paese. Va inoltre detto che secondo un indice calcolato dal Legatum Institute, un istituto indipendente di ricerca e consulenza sullo sviluppo mondiale, la Romania si piazza al 48-esimo posto in una classifica della prosperitŕ della popolazione. Nella rispettiva classifica, che vede al primo posto la Finlandia e che include 104 stati del mondo, la Romania č stata superata dalla maggioranza dei paesi europei.

Mugur Isarescu č stato confermato per un nuovo mandato di cinque anni come Governatore della Banca Nazionale dopo la convalida in Parlamento del nuovo Consiglio di Amministrazione. Florin Georgescu, ex ministro delle Finanze, č stato nominato a primo-vicegovernatore.
Alla seduta della sua convalida, Isarescu ha parlato dei futuri obiettivi della Banca Nazionale: “Vi assicuro che promuoveremo delle politiche volte ad assicurare la stabilitŕ dei prezzi e la stabilitŕ finanziaria in Romania. Inoltre, credo in una buona collaborazione con il Governo romeno, faremo di tutto per raggiungere l’obiettivo di passare all'euro nel 2014-2015”, ha detto Isarescu, aggiungendo che questo obiettivo possa dare coerenza alle politiche macro-economiche.
Secondo Isarescu, oltre al passaggio all’euro, il Consiglio di Amministrazione della Banca Nazionale avrŕ il compito di garantire la stabilitŕ finanziaria, dei prezzi, la salute della moneta nazionale, del credito e della circolazione monetaria.

Le previsioni ottimistiche del governo romeno romeni sul rilancio dell'economia sin dal secondo trimestre stanno per essere smentite, mentre il prolungamento della recessione nei prossimi mesi sembra una certezza. Sotto la pressione della crisi, il Governo e la Banca Centrale di Romania hanno adottato delle misure volte a incentivare le attività economiche.

La Banca ha ridotto il tasso d'interesse di riferimento dal 9,5 al 9%, nonchè il tasso delle riserve minime obbligatorie, applicabili ai passivi in valuta delle istituzioni di credito, dal 40 al 35%. Le misure sono possibili perchè la Banca Centrale controlla in modo efficace l'inflazione, affermano gli specialisti. Esse riflettono, allo stesso tempo, la preoccupazione della Banca Centrale per il peggioramento della situazione economica.

Se la Banca Centrale mira a incentivare l'economia abbassando l'interesse ai crediti, il Governo cerca di salvare le imprese cui la crisi, e non le proprie politiche diffetose, ha impedito di pagare i debiti verso lo Stato. La misura significa, praticamente, in un'amnistia fiscale temporanea, volta a salvare le imprese con problemi. "Veniamo incontro a queste imprese rinviando il pagamento degli arretrati delle ritenute fiscali per un periodo di 6 mesi, a patto che le imprese paghino gli oneri fiscali del mese corrente. L'agevolazione accordata consta nel fatto che non sono costrette a dichiarare bancarotta a causa degli arretrati delle ritenute fiscali determinati dalla crisi economica, ma per poter beneficiare di questo provvedimento e non essere costrette a dichiarare bancarotta e no poter più funzionare, devono pagare i loro oneri mensili", ha dichiarato il premier Emil Boc.

Il Governo intende negoziare con il Fondo Monetario Internazionale e con la Commissione Europea una nuova agevolazione destinata alle imprese che assumono persone disoccupate, ossia il dimezzamento dei contributi previdenziali per queste persone.

La Commissione Europea ha annunciato che a luglio la Romania riceverà la prima tranche, pari a 1,5 miliardi di euro, del prestito totale di 5 miliardi, convenuto tramite un memorandum d'intesa firmato ieri con le autorità romene.

Lo stanziamento delle altre tranche dipende, però, dal raggiungimento di alcuni obiettivi stabiliti da Bruxelles: la riduzione del deficit di bilancio, il congelamento dei salari, dei tagli al personale nel settore pubblico, la crescita delle pensioni a seconda dell'inflazione e l'innalzamento dell'età pensionistica. Inoltre, il Governo romeno dovrà adottare quest'anno la Legge unica sulla retribuzione dei dipendenti statali, riformare il sistema pensionistico e il Codice Fiscale. Il documento prevede pure un miglioramento della raccolta delle tasse.

Il prestito concesso dalla Commissione Europea alla Romania è destinato a equilibrare la bilancia di pagamenti ed è parte di un accordo di finanziamento esterno da 20 miliardi di euro, volto a limitare gli effetti della crisi, coordinato e sostenuto dal Fondo Monetario Internazionale, dall'Ue, dalla Banca Mondiale e dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.

Il programma tramite cui lo Stato romeno dovrebbe garantire il mutuo per l'acquisto di una prima abitazione potrebbe partire da luglio. Come molti paesi dell'ex blocco comunista, la Romania si è confrontata, dopo il 1989, con una costante crisi delle case. E, sebbene, negli ultimi anni, il settore dell'edilizia si sia sviluppato in un ritmo veloce, la situazione è lungi dall'essere risolta.


Stando ad un sondaggio realizzato di recente, l'offerta di case sul mercato interno coprirà la domanda solo tra 32 anni. Questi dati collocano la Romania all'ultimo posto in un classifica in cui figurano, in ordine, Russia, Croazia, Ungheria, Polonia, Ucraina, Bulgaria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Lo studio rileva inoltre che, nel periodo 2005-2007, in Romania sono state costruite, in media, 1,8 case ogni mille abitanti. D'altra parte, i calcoli fatti dagli specialisti, in base ai redditi mensili, dimostrano che solo il 10% della popolazione si può permettere di comprare un'abitazione da risorse proprie o mutui. Allo stesso tempo, la Romania registra il più alto scarto in Europa per quanto riguarda i prezzi delle case e gli stipendi; solo nel 2008 i prezzi sono aumentati di ben sette volte più velocemente degli stipendi.

Anche se il mercato delle abitazioni ha cominciato ad essere colpito dall'inizio di quest'anno dalla crisi economica, l'acquisto di una casa resta un sogno per molti romeni. Sullo sfondo di questa situazione, il governo del democratico-liberale Emil Boc, che include anche ministri socialdemocratici, ha deciso di offrire una chance a chi non ha ancora una propria casa. In tal modo, è nato il programma "La prima casa" che permette ad una fascia di acquirenti di ottenere un mutuo garantito dalla Stato per un valore massimo di 60.000 euro, con un anticipo di solo il 5% dall'importo totale e Iva sempre del 5%.

Inoltre, si aspetta che il programma "La prima casa" stimoli l'industria edilizia e crei, in questo modo, posti di lavoro, in un momento in cui il tasso di disoccupazione registra un trend ascendente. Gli interrogativi legati a questo progetto che verrà avviato, secondo le assicuazioni date dal premier Emil Boc, a luglio, riguardano, soprattutto, il modo in cui esso verrà attuato e la reazione delle banche. In teoria, esse non dovrebbero guardare di mal occhio il programma "La prima casa", in quanto non sopporteranno più i costi connessi al rischio di mancato pagamento, che verrà ripreso integralmente dallo Stato

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