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Alla luce dell'accordo in base al quale la Romania riceverà un prestito di circa 20 miliardi di euro dal Fondo Monetario Internazionale, la Commissione Europea, la Banca Mondiale e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, la Banca Centrale Romena ha deciso, ieri, di mantenere il tasso di interesse di riferimento al 10%, però ha modificato il livello delle riserve minime obbligatorie in valuta per le banche commerciali.


La Banca Centrale Romena ha eliminato le riserve minime obbligatorie per i crediti in valuta con scadenza superiore a due anni, misura che diventerà vigente dal prossimo 24 maggio. Una decisione sorprendente, ma gradita, lo affermano alcuni specialisti, i quali sono del parere che essa dovrebbe avere un effetto positivo a medio termine sulla concessione dei crediti e potrebbe portare ad un calo degli interessi, man mano che l'economia romena si riprenderà. Attualmente, non solo le banche si dimostrano prudenti nel concedere crediti, ma anche i clienti interessati ad accendere un prestito. Praticamente, lo dicono gli esperti, in seguito a questa misura, sul mercato potrebbero entrare 2-4 miliardi di euro, soldi che le banche commerciali potrebbero usare per concedere dei prestiti a lungo termine, come mutui o quelli per gli investimenti. D'altra parte, la Banca Centrale Romena ha deciso di mantenere l'attuale livello dell'interesse delle riserve minime obbligatorie per gli altri passivi al 18% in lei e al 40% in valuta. Gli analisti spiegano che si è optato per la riduzione delle riserve minime obbligatorie in valuta in quanto esistono, attualmente, abbastanza liquidità in lei. Un apprezzamento della moneta nazionale farebbe bene all'economia, perchè stimolerebbe le esportazioni e scoraggerebbe le importazioni. Altri analisti sostengono che la la politica della Banca Centrale Romena di mantenere l'attuale tasso di cambio è insostenibile e che si dovrebbe stimolare la concessione dei crediti nella moneta nazionale. La Banca Centrale ha annunciato che monitorerà attentamente, nel successivo periodo, le evoluzioni interne ed esterne e che prenderà le misure necessarie per mantenere la stabilità finanziaria dei prezzi a medio termine. Gli esperti affermano che la Banca Centrale Romena ha preso queste deicisioni dopo consultazioni con il Fondo Monetario Internazionale e dopo che esponenti del Fondo si sono incontrati, la scorsa settimana, a Vienna, con fattori di decisione delle nove banche-madre dei principali istituti creditizi della Romania, i quali si sono impegnati non solo a non ritirare i capitali, ma anche a finanziare in modo supplementare le filiali locali.

Nell'anno 2008, il flusso d'investimenti stranieri diretti attirato dalla Romania ha registrato il valore di 9024 milioni di Euro, in crescita' del 24% rispetto all'anno precedente (7250 milioni di euro). Considerando il periodo 1990 - 2008, il flusso d'investimenti stranieri diretti attirato dalla Romania nell'ultimo anno si avvicina (solo 36 milioni di euro in meno)  al massimo raggiunto nell'anno 2006 (con 9060milioni di euro).

Peraltro nel 2006, senza includere la privatizzazione di BCR, gli investimenti diretti hanno raggiunto 6,900 mld Euro, qundi possiamo considerare il 2008 un anno eccezionale nell'attrazione di ISD nell' economia della Romania.
La struttura degli ISD attirati nell'anno 2008 e' stata cosi" ripartita:

  • partecipazione al capitale - 2767EUR (30,7%)
  • reddito reinvestito - 1756EUR (19,4%)
  • altro capitale (crediti intra-gruppo) - 4501EUR (49,9%).


Nell'anno 2008 gli investimenti diretti hanno finanzato in proporzione di 53,5% il deficit di conto corrente, paragonato al 43,5% dell'anno precedente.

Devo segnalare che, nel mese dicembre 2008, la Romania ha registrato una crescita' del 20,5% del flusso mensile di ISD attirati (593milioni di Euro), paragonato con il mese precedente (492 milioni di Euro), nel profondo della crisi economica e nel contesto dell'esperienza  degli ultimi anni che mostra un flusso mensile piu' ridotto alla fine dell'anno

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